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A proposito di digiuno intermittente

del Prof. Luigi Galli


E’ sempre più presente sui media il “ Digiuno intermittente” quale modalità di dieta per il controllo del peso.

La validità scientifica di tale metodica fu documentata 3 anni fa da uno studio pubblicato sulla rivista Curr. Nutr. Rep. ( 2021; pag 146-151). Da allora nel nostro centro Bioterapeutica è stata selettivamente utilizzata, selettivamente in quanto non in tutti i pazienti trova indicazioni (Bioterapeutica News “Perdere peso è difficile … un approccio innovativo”).

Confermiamo sulla base della nostra esperienza la sua efficacia unita alla semplicità di attuazione , ma a condizione che si rispettino alcuni principi.
Come l’attività fisica va regolata per tipologia ed intensità al fine di evitare “Overtraining” e danni sull’assetto muscolo scheletrico , così il digiuno intermittente va scientificamente programmato per non incidere negativamente sulla composizione corporea con conseguenti rischi patologici.

I tempi proponibili per il digiuno intermittente giornaliero non sono solo il 16-8 ( anche il 12-12, ……. ), esistono modalità differenti bi-trisettimanali. La scelta è personalizzata .

Accertati i valori del metabolismo basale e del dispendio energetico correlato all’attività psicofisica personale nel corso della giornata, l’introito calorico va distribuito in modo da garantire in ogni momento sufficienti livelli di energia disponibile. Questo per perdere selettivamente tessuto adiposo mantenendo l’integrità della componente muscolare .

E’ importante conservare la circadianità dell’alimentazione che consente la fisiologica ritmicità ormonale con attivazione serale del Glucagone, ormone in grado di mobilitare i grassi per le necessità metaboliche nel corso della notte.

Inoltre, considerando che il nostro organismo vive in ambiente alcalino, è indispensabile limitare e compensare le introduzioni dei cibi acidificanti; l’acidosi tissutale provoca infiammazione ed è rilevante fattore di rischio malattia.

Va mantenuto infine un corretto rapporto fra i Macronutrienti ed un adeguato apporto di micronutrienti , per i quali può essere necessaria anche una integrazione alimentare mirata.

Per questa serie di motivazioni è consigliabile impostare e monitorare scientificamente il programma di digiuno intermittente . Ciò può avvenire con l’ausilio di tests semplici e non invasivi ( BIA ACC, PPG Stress Flow , TOMEEX) che analizzano la composizione corporea e valutano l’impatto dello stress psicofisico sul dispendio energetico giornaliero della persona .

Solo così si possono ottenere i migliori risultati proteggendo l’organismo.

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